Attività di Lacchini - astrofili Faenza

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G.B.Lacchini


G.B. Lacchini ed il Regio Osservatorio Astronomico di Catania


L'esordio di Giovanni Battista Lacchini come Astronomo ufficiale è avvenuto il 16 maggio 1928 quando, da Ufficiale Postale, fu nominato assistente presso il Regio Osservatorio Astronomico di Catania.
Le condizioni dell'Osservatorio ebbero un netto miglioramento nella seconda metà dell'anno 1928, grazie alla riconferma da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, dei fondi ordinari e di quelli straordinari destinati per la Fotografia Celeste.
Il personale scientifico di ruolo, costituito in principio dal solo prof. Favaro, fu aumentato dei due assistenti L. Taffara e G.B. Lacchini, i quali supplirono alla mancata cooperazione dell'assistente volontaria Dott.ssa Rausi e permisero di pensare, oltre che ad un più intenso lavoro per il catalogo astrofisico, anche alla necessaria sistemazione della biblioteca.
Un piccolo strumento equatoriale (montatura Cooke, obiettivo Cooke Ø cm. 15, dist. Foc. m. 2,23) provvisto d'apposito apparato d'illuminazione, fu assegnato il 19 Giugno 1928 a G.B. Lacchini per le osservazioni delle stelle Variabili: queste furono eseguite col metodo a stima di Argelander prendendo a confronto stelle le cui grandezze erano fornite dall'Osservatorio di Harvard oppure ridotte a quella scala e con ingrandimenti da 40 a 300.
Furono pure intraprese osservazioni col fotometro a Cuneo per giovevoli confronti e per un'eventuale più completa sistemazione dello studio delle stelle di confronto per le Variabili.
Le Variabili regolari a lungo periodo (tipo Mira Ceti) venivano osservate 3 o 4 volte al mese; quelle a variazione lenta ma irregolare (W Cygni, U Hydrae, R Scuti ecc.) da 6 a 8 volte, mentre quelle tipo R Coronae Bor. e U Geminorum venivano osservate ad ogni opportunità, anche due o più volte nella notte se in fase di variazione rapida.
Nel 1928, il numero delle Variabili che si seguirono contemporaneamente con l'osservazione, passò da 87 a circa 120.
Il limite di visibilità con l'istrumento predetto si ritenne molto prossimo alla grandezza 15.0 nelle migliori condizioni di trasparenza atmosferica.
I massimi ed i minimi osservati o le fasi più notevoli venivano mensilmente pubblicati nella Beobachtung's Zircular delle A. N. e le osservazioni mandate alla American Association of Variable Star Observers che le pubblicava nella Popular Astronomy.
A fianco di Lacchini, per un più facile e sicuro avviamento alle osservazioni delle Variabili, fu messo il giovane Salvatore Taffara il quale intraprese le prime esercitazioni sulla stima delle grandezze stellari con un binocolo prismatico Zeiss montato su treppiede (obiettivo Zeiss Ø mm. 40, lumin. 6,25 ingrandimenti 16) che permise di scorgere stelle di 9ª e 10ª grandezza a cielo favorevolmente trasparente ed eseguire numerose osservazioni su parecchie Variabili a corto ed a lungo periodo.
In quell'anno, si lavorò molto per la costruzione del Catalogo Astrofotografico Internazionale, utilizzando un equatoriale con montatura Salmoiraghi, obiett. Steinheil, Ø cm. 33, dist. foc. m. 3,47 per eseguire i centri mancanti e rifare le lastre deteriorate.
Ricordiamo che la maggior mole di lavoro di questo Catalogo, stava nei calcoli per le riduzioni delle coordinate cartesiane misurate in quelle teoriche e nelle coordinate equatoriali celesti; inoltre a Catania durante l'anno 1928 furono pubblicati 3 fascicoli con 45 lastre e 10.841 posizioni stellari, 2 contenenti 30 lastre e circa 7.000 stelle in fase di ultimazione di stampa ed altri pronti per essere stampati.
Nel 1929 l'Osservatorio ha beneficiato dell'assenso di dotazione erogato dal Ministero della Pubblica Istruzione, inoltre si è avuta un'assegnazione straordinaria per la Fotografia Celeste.
Questo ha consentito la ricostruzione della cupola del piccolo equatoriale Cooke.Con la riconferma di G.B. Lacchini e tutto il personale scientifico di ruolo, le attività dell'Osservatorio furono numerose e videro Lacchini particolarmente impegnato nelle fasi di realizzazione che i fenomeni astronomici comportarono, quali:- Fenomeni astronomici e relazioni sull'attività solare, osservazioni di superfici planetarie, stelle variabili;- Risultati delle osservazioni di stelle variabili per il periodo 1911 - 1926.
Vengono riferite le date per 57 variabili su 3888 osservazioni;- Osservazioni a stima di stelle variabili: R Arietis, T Arietis, S Aurigae, W Aurigae, per le Memorie della Soc. Astr. Ital. Vol. IV;- Sul limite di visibilità con refrattori di piccole dimensioni - Accad. Dei Lincei 26 gennaio 1929;- Caratteristiche principali di vari tipi di stelle variabili con cenno sulla curva di luce di A G Aurigae - Calend. Del R.° Osserv. Di Capodimonte;- "Lo bel pianeta che amar conforta" (Venere: Dante Purg. I, 19), notizie intorno ai recenti risultati ottenuti all'Osservatorio di M. Wilson;- Dall'invenzione del cannocchiale al più grande Osservatorio del Mondo;- Alla Beobach Zircular der Astr. Nach., dal luglio 1928 all'ottobre 1929, sono state inviate 17 comunicazioni riguardanti circa 200 Variabili, 252 Massimi e 183 Minimi.
In quanto al Cerchio Meridiano, esso è stato sempre adibito alle determinazioni del tempo.
Osservazioni e calcoli per fornire correzioni del pendolo normale di Cavignato, videro impegnati L. Taffara e G.B. Lacchini, nonché alla tenuta dei cronometri dell'osservatorio e di quelli inviati dalle navi per avere correzioni assolute e diurne e alla segnalazione del mezzodì. (A questo riguardo ci sia concessa un'aggiunta per porre in risalto l'importanza sulla precisione dei cronometri di bordo, strumento prezioso che era ed è essenziale nella determinazione del punto nave nelle navigazioni d'altura).
L'attività dell'Osservatorio fu corposa in tutto l'arco dell'anno.
Dalle osservazioni solari sono stati prodotti disegni di macchie, fori e facole solari, nonché protuberanze e misure d'altezza della cromosfera con lo spettroscopio Zeiss.
Realizzazioni queste che hanno consentito interessanti pubblicazioni al Prof. Brunner, Direttore dell'Osserv. Astr. Di Zurigo.
Il materiale delle osservazioni veniva regolarmente inviato al centro di studi comparativi di Arcetri (Firenze).
Lo strumento sopraddetto impegnò G.B. Lacchini alle osservazioni di stelle variabili che dal giugno 1928 all'ottobre del 1929 ne furono osservate circa 240 con 6662 osservazioni in 408 notti per 740 ore di osservazione.
La propaganda dell'astronomia con interventi di strumenti è stata intesa nel 1929.
L'osservazione delle Variabili impegnò anche S. Taffara col binocolo prismatico allargando le osservazioni anche al pianeta Giove.
Saturno rientrava anch'esso nella cura dell'Osservatorio.
Il catalogo Astrofotografico Internazionale ha richiesto un considerevole impegno del personale scientifico cosicché nel 1929 sono stati pubblicati 4 fascicoli con 60 lastre e 20.000 posizioni stellari circa; mentre altri fascicoli vedranno la luce quanto prima.
Un quadro riassuntivo dei lavori portati a termine completa la dettagliata esposizione delle attività dell'Osservatorio di Catania nel 1929.
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Per la redazione di questa pagina si ringrazia: Il Prof. Marcello Rodonò (Direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Catania) per la sensibilità e l'attenzione prestata al Gruppo Astrofili G.B. Lacchini di Faenza.
La Dott.ssa Angela Mangano (Responsabile della Biblioteca dell'Osservatorio Astrofisico di Catania) per le ricerche d'archivio e la fornitura di preziosi documenti che hanno permesso la realizzazione di questo riepilogo storico.

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Lacchini a Pino Torinese
da una visita all'Osservatorio Astronomico di Pino Torinese



Nell'ambito della ricerca intrapresa per ricostruire il percorso dell'operato di "Laccchini" presso i vari Osservatori Astronomici Italiani, il 10 novembre (2000), mi sono recato a Pino Torinese presso la biblioteca dell'O.A.T.
L'O.A.T. non ha una data di fondazione certa, ma si presume risalga al 1759 quando il Frate Giovanni Battista Beccaria, costruì una specola sulla Regia Università di Torino.
Causa l'inquinamento luminoso e l'ubicazione troppo centrale, nel 1912 fu spostato sulla collina di Pino Torinese (sede attuale).
La posizione osservativa è discreta, ma un pensiero è ricorso alle difficoltà che Lacchini deve avere incontrato negli anni trenta, quando ha lavorato in qualità di assistente presso questa sede.
Pino Torinese è un piccolo agglomerato di case posto in un valico fra due versanti, ma per raggiungere l'Osservatorio bisogna percorrere una stradina in forte salita per circa 2,5 Km, perciò provo ad immaginare quei tempi quando non vi erano ne automobili ne mezzi di trasporto pubblici; i ricercatori vivevano isolati (come eremiti) osservando di notte e scrivendo di giorno.

La mia ricerca non ha dato i frutti sperati, poiché il periodo in cui Lacchini ha operato a Pino era di transizione e sconvolto da profondi cambiamenti.
L'Osservatorio aveva appena acquisito l'autonomia, sganciandosi dalla Regia Università e quindi in fase di riorganizzazione amministrativa e finanziaria.
Nell'archivio, non esistono documenti che interessano direttamente il nostro Astronomo, a parte le lettere del Ministero dell'Educazione Nazionale che indica l'effettiva presa di servizio avvenuta il 16 ottobre 1930.
Sono comunque state recuperate molte informazioni utili al proseguimento della ricerca per il completamento del percorso storico del nostro Astronomo concittadino.

Un doveroso ringraziamento al ricercatore Alberto Cora, alla responsabile della biblioteca Dott.ssa Luisa Schiavone ed alla sua assistente, nonché alla collaboratrice esterna Dott.ssa Valeria Calabrese che ha curato il riordino dell'archivio storico per la gentile disponibilità.

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Lacchini e l'attività presso l'Osservatorio Astronomico di Trieste



TESTO IN ALLESTIMENTO



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