Eclisse di Sole 2008 - astrofili Faenza

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Eclisse totale di Sole
1 Agosto 2008
Preparazione

Dopo il fallito tentativo di costituire un gruppo di almeno 25 persone dovuto al mancato raggiungimento del numero minimo imposto dall’agenzia turistica faentina che avrebbe curato il programma turistico e tutti i servizi, ho deciso di avvalermi del “fai da te”. Essendo la prima volta che mi recavo in Russia, paese di cui non conosco una sola parola della lingua locale ed inoltre completamente a digiuno della scrittura cirillica, mi rendeva consapevole che la preparazione andava curata nei minimi particolari.
Una bella impresa!!!
Tutto è stato svolto tramite internet, a partire dalla prenotazione dei voli low cost, già nel mese di gennaio, poi gli alloggi a Mosca e Novosibirsk nonché le escursioni con guida a Mosca. Per quanto riguarda Novosibirsk mi sono affidato all’amico Dimitri; un ragazzo Siberiano conosciuto tramite internet con ottima conoscenza della lingua Italiana. Per sfruttare la combinazione più favorevole dei voli, ho dovuto ridurre il soggiorno in terra di Russia da sette a sei giorni e questo mi è un po’ dispiaciuto, poiché mi ha costretto ad effettuare una selezione dei luoghi da visitare rinunciando ad itinerari interessanti, nonché a concordare/accettare gli stessi con la moglie (anche lei aveva qualche escursione inderogabile). Per le previsioni meteorologiche mi sono affidato all’infallibile Roberto Gentilini in arte Robymeto.

Primo giorno
Siamo partiti da Bologna alle 9 del 29 luglio di una calda e splendida giornata estiva con temperatura che sfiorava i 30° già a quell’ora. Le previsioni meteo per Mosca erano però nettamente sfavorevoli e pertanto i bagagli a mano erano per la maggior parte occupati da maglioni ed impermeabili. Ci sembrava impossibile trovare pioggia e clima rigido, ma ce ne siamo resi conto sorvolando la Polonia, quando una intensa coltre di nuvole sotto di noi ha oscurato definitivamente la terra. Siamo atterrati all’aeroporto di Mosca Domodedovo alle 14:20 in perfetto orario con una leggera pioggerella ed una temperatura di 14° che ci ha fatto correre la mente a paragonare questa situazione meteo con le nostre grigie giornate di Novembre. All’uscita dell’aeroporto ci aspettava Alina una guida in lingua Italiana che ci ha accompagnato per quasi cinque ore in giro per la città mostrandoci i monumenti, le piazze, i luoghi più significativi di Mosca, consigliandoci escursioni e spiegandoci i modi di vivere del popolo Moscovita. Fortunatamente gli spostamenti sono avvenuti con la sua auto; una Audi A4 benzina 1.8 con cambio automatico da pochi mesi uscita dal concessionario, altrimenti ci saremmo bagnati come pulcini. Certo che siamo ben lontani da quanto si legge in alcune guide turistiche in cui si parla di una città piena di barboni, ubriaconi, con auto sgangherate e dove il turista corre il pericolo di essere aggredito in qualsiasi momento. Certamente in una città con oltre venti milioni di abitanti i rischi ci sono, come in qualsiasi altra metropoli e pertanto bisogna essere accorti. Ci spiegava che in questo ultimo decennio Mosca è completamente cambiata, infatti non abbiamo incontrato alcun barbone, ci siamo mossi in completa libertà sia di giorno che di notte, su metropolitana, treni ed autobus senza alcun problema (a parte il farsi capire). La gente è molto cordiale e quando chiedi un’informazione si impegna nel cercare di capire di cosa hai bisogno e magari esserti utile, ma è difficile. Abbiamo presto imparato che bisogna rivolgersi agli adolescenti, poiché tutti conoscono la lingua Inglese (seconda lingua obbligatoria nelle scuole), mentre gli adulti dai 25-30 anni in poi parlano solo Russo e pertanto inutile chiedere informazioni, non riusciresti a capire nulla. L’agenzia consigliava hotel costosi non inferiori a 4 - 5 stelle, poiché diceva che sotto questa categoria, gli standard erano inaccettabili. Io ho scelto un hotel 3 stelle del complesso Izmailovo (Izmailovo Vega) costruito in occasione delle scorse olimpiadi di Mosca situato a circa 10 Km dal centro vicino al grande e famoso parco Izmailovo dove si trova il palazzo utilizzato dagli Zar per il ricevevano dei Capi di Stato Internazionali. La fermata della metropolitana è a meno di 100 metri ed in 10 minuti raggiunge il centro. La metropolitana di Mosca è seconda solo a quella di Tokyo sia per linee (300 Km di binari) che per tecnologia; il biglietto è una scheda magnetica che ti da diritto ad un certo numero di ingressi. Terminato il numero di ingressi prepagato, il biglietto resta all’interno della macchina che apre il cancello di accesso ai treni e viene poi ricaricato per altri utenti. Le linee sono contrassegnate da colori diversi e gli annunci sono fatti da una voce femminile per i treni che si muovono dal centro verso l’esterno e da una voce maschile per quelli che si muovono dalla periferia verso il centro. Le fermate della metropolitana sono delle vere opere d’arte, con ambienti di dimensioni ampie di cui si ha l’impressione di essere all’interno di un palazzo con architettura stile socialista od in altri casi in stile moderno con marmi scolpiti o disegnati.
Il traffico è intenso e caotico ma veloce poiché le strade sono larghe e negli anelli sono tutte a 4-5 corsie per ogni senso di marcia. Si viaggia senza una regola di tipo Italiano; si guida indipendentemente sulla prima o quinta corsia ed i sorpassi avvengono indipendentemente a destra od a sinistra. Si assiste continuamente ad attraversamenti dalla prima alla quinta corsia e viceversa, ma tranquillamente il conducente segato frena, lascia spazio e mai ho ascoltato un colpo di claxon, ne visto gestacci od arrabbiature. I semafori sono rigorosamente rispettati, anche perché sono quasi tutti provvisti di telecamere; dopo un po’ di tempo il verde lampeggia ad intermittenza per quattro volte, poi scatta il giallo con altrettanti lampeggi ed infine il rosso. Capita di rado ad un pedone di dover attraversare una strada, poiché vi sono quasi sempre i sottopassi, ma quando questo manca, il pedone vede il segnale con l’omino verde come in Italia, con la differenza che al posto dell’omino giallo, appare una numerazione in secondi da 30 a zero che ti indica il tempo rimasto per l'attraversamento. Va considerato che anche le dieci auto ferme in pole position (5corsie per senso di marcia) vedono il conto alla rovescia e quando arriva a 5, 4, 3,.. i motori salgono di giri e appena scatta il verde si assiste ad una vera partenza di formula uno con tanto di sgommate sia da destra che da sinistra. In caso un automobilista ritardi un istante la partenza, allora questo l’unico caso in cui ne esce un concerto matrimoniale a suon di claxon. I sottopassi pedonali invece sono delle gallerie commerciali piene di negozi di ogni genere, dalla boutique al frutta/verdura, bar, ecc…

Secondo giorno

A partire dal mattino, il meteo è stato più clemente e ci ha permesso di visitare la Piazza Rossa, il Cremlino, la Cattedrale del Beato Basilio, la cattedrale dell’Annunciazione ed assistere ad una Funzione Ortodossa, dove la musica è generata da cori magnifici, poiché nel rito Ortodosso si ritiene che non sia il suono di uno strumento che deve giungere a Dio, ma la voce dell’uomo.
In sintesi, successivamente abbiamo visitato il mausoleo dove è collocato il corpo imbalsamato di Lenin, il museo della storia, il campidoglio ed assistito al rito del cambio della guardia davanti alla tomba del milite ignoto, il piazzale della vittoria con le sue fontane e le maestose statue equestri, l’arsenale con l’indescrivibile quantità di cannoni francesi lasciati da Napoleone durante la ritirata, le sale del fondo dei diamanti e la piazza con il punto zero da dove si diramano le strade per tutte le direzioni Europee ed Asiatiche. Da segnalare il pranzo all’interno del palazzo del museo dell’armeria, di tipica cucina Russa dell’epoca Zarina con i camerieri debitamente calati nel galateo remoto. (sinceramente mi sono sentito un po’ imbarazzato da tanta attenzione e classe dei loro movimenti). Nel tardo pomeriggio abbiamo poi preso il treno Aeroexpres che dal centro di Mosca attraverso giardini e piante ad alto fusto (quasi una foresta) in meno di mezzora senza nessuna sosta intermedia ha percorso circa 40 Km portandoci direttamente all’interno dell’aeroporto di Mosca Domodedovo. La partenza è avvenuta alle 22:30 come previsto sotto una pioggia torrenziale ed una temperatura molto bassa. Dopo circa un’ora di volo abbiamo iniziato a vedere sotto di noi le città illuminate, segno di cielo sgombro da nuvole. L’aereo era un Boeing 747 della compagnia Transaero con 416 passeggeri a bordo più il personale dell’equipaggio, il trattamento da volo interno low cost è stato di tutto riguardo sia all’andata che al ritorno. Circa a metà percorso, in piena notte è stato servito un abbondante pranzo di tipo europeo a partire dall’antipasto a base di salmone affumicato, un primo di pasta o riso, un secondo a scelta di carne bovina o salmone affumicato, contorno di verdure cotte e crude, dolce (torta tipo strudel), barra di cioccolato e bibita all’ananas (mi sembrava l’abbuffata di capodanno). Non ricordo altro poiché con la pancia fatta a capanna ho dormito per più di due ore. Ormai vicini a Novosibirsk, per un breve periodo abbiamo avuta la magnifica veduta del sorgere del Sole con uno spicchio di luna a circa 15 gradi di altezza sull’orizzonte, poi siamo piombati in una fitta coltre di nuvole fino all’atterraggio all’aeroporto di Tolmachevo.

Terzo giorno – Novosibirsk –

Scendendo dall’aereo abbiamo avvertito immediatamente il cambio di clima; infatti dai 14-15 gradi di Mosca a cui eravamo abituati, siamo passati a 26-27 gradi. Il cielo era molto nuvoloso e metteva preoccupazione. L’atrio di attesa del moderno aeroporto ci ha fatti sentire a casa nostra con la bella esposizioni di un’Alfa Romeo GT rossa, ma ben presto siamo tornati con i piedi per terra notando che tutto era scritto con carattere cirillico, a parte poche ed essenziali indicazioni. L’amico Dimitri, in seguito a problemi ha potuto essere con noi solo il giorno dell’eclisse e questo ha reso il nostro soggiorno ancora più interessante ed in libertà. Appena fuori dall’aeroporto ci siamo imbattuti in due cordoni di folla, a sinistra uomini e donne con fiori in mano, mentre a destra solo uomini di mezza età ben curati che a volte richiamavano la nostra attenzione con parole in Russo di cui non capivamo. Ben presto il segreto si è svelato; si trattava di taxisti (in maggioranza abusivi) ed imprenditori o chi per essi a caccia di persone a cui offrire opportunità di lavoro (in base alla presenza dei nuovi arrivati). Anche per la Siberia come per Mosca, la nostra mente pensava di incontrare povertà, auto primitive e rottami, invece a prima vista e poi successivamente, ci siamo ravveduti trovandoci di fronte ad una realtà nettamente diversa, con auto in maggioranza recenti, pochi catorci e un discreto benessere. Seguendo le indicazioni dell’amico Siberiano, siamo arrivati alla reception del residence, ma per riuscire ad ottenere le chiavi dell’appartamento prenotato è stata una bella impresa, poiché il personale parlavano solo Russo. Dopo oltre 15 minuti di dialogo fra muti con l’intento di capirci da ambo le parti, mi sono arreso e sono uscito in strada. Ho incontrato una coppia di ragazzi poco più che quindicenni che passeggiavano mano nella mano, ho chiesto se parlavano Inglese e questi hanno risposto “Yes!!!” Finalmente una parola che suonava come una musica alle mie orecchie!!! Gli ho spiegato il mio problema e questi gentilmente mi hanno seguito e fatto da interprete risolvendomi il dilemma. Poi 150 rubli (circa 4 eur) di mancia ed i due fidanzatini felici e contenti mi hanno lasciato entrambi il numero di cellulare dicendomi di non esitare a contattarli se avessi incontrato difficoltà di linguaggio durante la mia permanenza a Novosibirsk. Tutti i taxi hanno il tassametro, ma nessuno lo usa e pertanto è sempre necessaria una contrattazione. Ma come ci aveva avvisato un amico, bisogna fare attenzione a non offrire una cifra pari od inferiore a 5 rubli/minuto, altrimenti sarai infamato e non troverai più nessuno che ti accompagni, poiché con la radio ti descriveranno agli altri taxisti (abusivi compresi) e sarai costretto a spendere parecchio se vorrai un passaggio. Forti di questo avviso, nel pomeriggio abbiamo concordato con un taxi un prezzo forfettario per 3 ore ad una tariffa quasi base per spostarci in alcuni punti in riva al lago al fine di scegliere la posizione migliore per collocare gli strumenti per l’osservazione dell’eclisse. Il taxista in un primo momento era un po’ freddo, anche perché dopo aver visitato la prima zona, abbiamo deciso di spostarci a circa 40 Km a nord/ovest della città, e pertanto l’autista immaginava tre ore a nostra disposizione, ma non pensava di dover percorrere anche un centinaio di Km (fra l'andata ed il ritorno). Quando siamo arrivati sul punto di nostro gradimento ed abbiamo estratto cartine, gps, bussola ed altro, ha capito le ragioni per cui gli avevamo chiesto di portarci in questo luogo sperduto sulle rive del lago di Ob e dall'atteggiamento abbiamo capito che era maturato in lui un gran interesse per l’evento ed una simpatia per noi. Al ritorno gli abbiamo chiesto una fermata in un bar e gli abbiamo offerto una birra. Altro che tre ore!!! Ci ha portato in tour per tutta la zona ovest della città soffermandosi davanti ai palazzi e le opere più significative e riportandoci in alloggio in tarda serata. Prima di scendere, sempre a gesti, abbiamo capito che ci proponeva di rimanere a nostra disposizione per il giorno successivo passando sotto casa all'orario da noi desiderato e portarci nel luogo scelto per osservare l’eclisse, ma gli abbiamo fatto capire che in caso di bisogno lo avremmo contattato. Erano ormai le 22 ed eravamo stanchi per il viaggio aereo ed il tour in taxi, pertanto incontrando un chiosco rosticceria, abbiamo approfittato per una cena rustica. Visto che non capivamo nulla, la signora ci ha proposto uno spiedino di maiale ed uno di pollo con un bicchiere di birra, poi ha insistito per un oggetto che io avevo scambiato per un tovagliolo, mentre invece era una sorta di piadina sottilissima di circa cm 50x50 che ha disteso su un apposito piano ed ha iniziato a farcire con verdure, cetrioli affettati, fette di patate sottilissime cotte al forno, cipolla, condimento (un misto di origano, rosmarino, salvia ed altri aromi), check up che appena in tempo sono riuscito ad evitare rifiutandolo poiché non mi piace, poi ha arrotolato il tutto avendo cura che la farcitura si trovasse fra una spirale e l’altra della piadina. Tutto ottimo, una bella cena; peccato che la stanchezza ci abbia consigliato di andare a dormire e rinunciare a rimanere ancora all’aperto a gustare il favoloso clima e la temperatura mite ed ideale. Le previsioni per il giorno successive non erano buone, ma Roberto (Robymeteo) da Faenza ci faceva pervenire un sms in cui diceva che nel primo pomeriggio a Novosibirsk sarebbe spirato un vento debole da nord/ovest che avrebbe ripulito il cielo salvando la visibilità dell’eclisse.
Meravigliosa notizia che ci ha fatto dormire serenamente!!!

Quarto giorno – l’eclisse –

Al mattino, il cielo era coperto, la temperatura intorno ai 23° ed il vento appena percettibile.
Con l’amico Dimitri, ci siamo portati sul luogo scelto a circa 40 km dal centro di Novosibirsk, proprio al centro della fascia in cui la totalità dell’eclisse avrebbe avuto la maggior durata. Erano circa le 11:30, il vento da ovest era notevolmente aumentato ed in cielo appariva qualche squarcio di azzurro. Con tutta calma abbiamo posizionato le attrezzature ad una distanza di circa 60-70 metri dalla spiaggia del lago in un’area verde con alcuni alberi che ci separavano dalla zona balneare per evitare la sabbia finissima sollevata dal vento. Circa a mezzogiorno tutto era pronto per immortalare l’atteso evento. Nel frattempo il vento era passato da moderato a forte e le nuvole andavano dissolvendosi. La spiaggia sotto di noi si era popolata di giovani bagnanti attrezzati con barbeque di cui il profumo ci faceva venire l’acquolina in bocca e pertanto abbiamo cercato di farvi concorrenza mangiandoci i nostri panini.
Alle 15 il vento da ovest era aumentato e molto forte, nella spiaggia nuvole di sabbia hanno costretto alcuni ragazzi a rinunciare alla tintarella, mentre noi essendo un po’ all’interno e con il favore di alcune piante che ci facevano da riparo, non subivamo eccessivamente questa situazione, ma comunque le raffiche più violente conferivano grandi vibrazioni agli strumenti.
Alle 16 il vento faceva volare di tutto, il cielo si era ripulito e non vi erano più nuvole; la temperatura all’ombra era di 26°C.
Ho provveduto ad un’ulteriore verifica della messa a fuoco degli strumenti, con grande difficoltà, poiché nel Sole non vi era nemmeno una piccolissima macchia a cui fare riferimento, poi alcuni scatti di prova e tutto era pronto.
Considerando i problemi di peso dei bagagli per il trasporto aereo, l’attrezzatura era stata preventivamente studiata per risparmiare al massimo il peso e consisteva in:
1) treppiede in alluminio con montatura equatoriale Vixen GP motorizzata nella sola AR;
2) teleobiettivo catadiottrico MTO 1000 f 10 ridotto a 700 f 7 utilizzato a fuoco diretto su fotocamera Canon EOS 40D;
3) teleobiettivo Tair 300 f 4,5 utilizzato con diaframma f 8 in proiezione di oculare Celestron Plossl 30mm su fotocamera Casio EX-P700;
4) treppiede leggero con telecamera digitale Samsung vp-mx10h
Il sistema di attacco dei teleobiettivi alla montatura Vixen GP è stato autocostruito per permettere ai due strumenti di autobilanciarsi evitando l’uso di contrappesi.
Alle 16:30 la tensione saliva, la temperatura all’ombra rimaneva ferma sui 26°C, il vento sempre molto forte con raffiche che costringendo a scegliere di scattare le foto fra una raffica e l’altra per evitare immagini mosse.
Gli occhi costantemente fissi al cielo nell’attesa del primo contatto, l’emozione era grande e la gioia alle stelle nel vedere il cielo così azzurro e terso. L’evento era ormai all’inizio e si provvedeva a spegnere i cellulari per non essere disturbati e raggiungere il massimo della concentrazione fino alla fine dell’eclisse.
Al primo contatto l’urlo liberatorio seguito da un coro di altri astrofili disseminati lungo l'area antistante un albergo nelle vicinanze.
Alle 17:15 la temperatura era ancora invariata, il vento sempre forte, ma le ombre iniziavano ad apparire sfumate e l’esperimento di incendiare un pezzo di carta con una lente non aveva più effetto.
Alle 17:30 la temperatura era diminuita e siamo ricorsi ad una felpa, mentre la luce si era attenua notevolmente.
La telecamera viene fissata sul treppiede con vista sul grande lago, mentre le luci della città posta sulla riva opposta iniziano ad accendersi. L’arrivo della totalità è segnato da un velocissimo calo di luminosità e l’ombra dell’eclisse corre velocemente sul lago e tutto scurisce.
Nel cielo si accendono i maggiori pianeti; Prima il luminosissimo Venere, poi più vicino al Sole eclissato Mercurio, e più distanti verso est Saturno e Marte con la brillante stella “Regolo” che divide a meta la loro distanza apparente.
Una forte emozione interna prende il sopravvento del corpo a tal punto da constatare solo dopo qualche istante che dall'inizio dell'eclisse, quasi d’incanto, il vento è passato da forte a debole. (fenomeno da studiare).
Dopo un paio di minuti di stupore, si vede l’orizzonte ovest aumentare di luminosità e questa volta non è più l’ombra a correre sul lago, ma la luce.
Spettacolare effetto vedere che nella parte ovest della città di fronte a noi è giorno, mentre la parte ad est risulta ancora nel buio e con la pubblica illuminazione accesa.
Sono momenti indescrivibili, vanno solo vissuti!
La temperatura durante la totalità era scesa a 23°C, ma non abbiamo avvertito molto questa diminuzione, probabilmente perché i precedenti 26° con forte vento ci portavano ad avvertire la stessa sensazione di freddo dei 23° con vento debole.
Siamo poi rimasti ad osservare e fotografare il Sole fino al termine dell’eclisse. Il vento si è mantenuto debole ed alle 18:45, subito dopo la fine dell’eclisse, il termometro segnava 29°C all’ombra.
Smontato ed imballato gli strumenti, siamo rientrati in città, depositato tutto in appartamento e proseguito la serata in un ristorante, poi in giro per le vie principali tra bellissime vetrine e palazzi storici con tanta gente e giovani fino a tarda ora.

Quinto giorno

Il sabato 2 agosto lo abbiamo trascorso fra musei, palazzi storici e magnifici giardini ben curati.
In questa giornata si celebravano i 115 anni della fondazione della città ed erano organizzate molte manifestazioni: esibizioni di paracadutismo acrobatico, spettacoli teatrali, esposizioni, ingressi gratuiti ai musei (solo per i Russi, per i turisti prezzo ridotto a 100 Rubli). Tantissimi i matrimoni con la sposa rigorosamente in abito bianco e lungo; in ogni angolo caratteristico della città, la coppia nuziale, si fermava per fotografie, mentre il seguito dei parenti apriva una bottiglia di spumante brindando agli sposi ed offrendolo ai passanti.
La cultura teatrale è molto apprezzata e questo ha fatto nascere diversi teatri; il fiore all’occhiello è il teatro dell’Opera e Balletto, una bella ed imponente costruzione che insieme al palazzo Comunale, il museo della Storia Regionale ed il palazzo degli artisti circonda la piazza della Vittoria. La piazza è vastissima e proprio davanti al teatro principale vi è un piedestallo in marmo lucido che sostiene enormi statue: al centro un condottiero con a destra un uomo che sorregge una fiaccola ed una donna che alza al cielo un ramo di ulivo, mentre a sinistra tre statue minori di soldati. La piazza è aperta al transito degli automezzi e pertanto i pedoni utilizzano una fitta rete di sottopassaggi. Ai lati di queste gallerie sotterranee, vi sono negozi di ogni genere ed anche il più piccolo spazio è adibito ad uso commerciale. Al centro di questa ragnatela di sottopassi/supermercato vi è l’accesso e l’uscita della metropolitana.

Sesto giorno

La domenica, di buon mattino, siamo andati in aeroporto per la partenza per Mosca prevista per le 7:20, ma purtroppo per motivi di malfunzionamento del radar della torre di controllo, il volo era dato con ritardo pari al tempo necessario per il completo ripristino della funzionalità dell'apparato. Questo è stato l’unico e maggiore problema incontrato durante il soggiorno Russo, poiché il previsto arrivo a Mosca alle 8:20 (per effetto dei fusi orari) prevedeva la visita della “Città di Stelle” con il museo Yuri Gagarin prima di ripartire per l’Italia nel pomeriggio. Purtroppo siamo atterrati a Mosca alle 10:55 in forte ritardo sotto una pioggia torrenziale ed una temperatura di 14°C. L’appuntamento per l’ingresso al museo Gagarin era previsto alle ore 11:00, pertanto l’escursione è saltata con grande dispiacere da parte mia ed un po’ più di gioia per la moglie che ha avuto più tempo per acquistare souvenir. Con la guida abbiamo concordato un cambio di itinerario scegliendo di andare a visitare l’immenso “Parco Kolomenskoe” con le caratteristiche cappelle ed i palazzi dove Pietro il Grande riceveva gli ambasciatori fino al 1300. Nel frattempo la pioggia è cessata ed abbiamo potuto apprezzare anche i giardini esterni ed il bellissimo panorama sul fiume Moskva e sulla città anche se offuscato a causa del cielo capriccioso. Nel tardo pomeriggio la nuvolosità è aumentata e la partenza da Mosca è avvenuta sotto una pioggia battente con forte vento che faceva traballare l’aereo. Il volo è poi proseguito regolarmente e solo il cielo Austriaco ci ha restituito la visibilità del suolo, poi la meravigliosa laguna Veneta e l’atterraggio all’aeroporto di Forlì in perfetto orario con una temperatura di 32°C ed un’aria afosa irrespirabile. Sulle guide turistiche si leggeva che la Siberia è una zona infestata da insetti e zanzare; per noi niente di tutto questo a parte le piccole farfalle notturne. Il benvenuto da parte di questi fastidiosi insetti lo abbiamo invece ricevuto sulla scala di discesa dell’aereo a Forlì quando appena affacciato al portellone mi hanno subito assaggiato con una puntura al gomito destro ed una al collo.
Meravigliosa esperienza!!!
M.B. e S.F.
 
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