Osservazione del cielo - astrofili Faenza

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L'Osservatorio


Il triangolo estivo


È sufficiente alzare lo sguardo verso il cielo in una sera d'estate per notare tre stelle molto brillanti disposte a triangolo.
Questa figura geometrica è detta triangolo estivo (per l'emisfero nord), ed i suoi vertici sono indicati dalle stelle Altair - Vega - Deneb.
La più brillante è Altair (a Aquilae) che in arabo significa "Aquila in Volo", dista da noi circa 16 anni luce; di magnitudine 0,8, con una temperatura di circa 8.600° K, ha un diametro di 1,5 volte il Sole ed è 8,5 volte più brillante.
Questa stella compie un giro su se stessa in sei ore e mezzo; una velocità enorme, se messa a confronto con il Sole che impiega quasi 26 giorni.
Deneb (a Cygnus) in arabo "La Coda", è una supergigante con un diametro di 60 volte il Sole, una temperatura di 10.500° K, di magnitudine 1,3, distante circa 1.500 anni luce, è 20.000 volte più brillante del Sole; vista con un telescopio di buone prestazioni, si presenta doppia.
Vega (a Lyra) in arabo "Aquila in Picchiata", di magnitudine 0,1 è una stella bianco - azzurra distante circa 26 anni luce.
È destinata a divenire la polare per l'emisfero nord, in quanto il moto del Sole intorno alla nostra galassia sta portando tutto il sistema nella sua direzione alla velocità di 20 Km/sec, quindi con un calcolo sufficientemente preciso, per effetto della precessione, la troveremo allineata con l'asse terrestre nell'anno 14.000 d.C..
Percorrendo il lato Altair - Vega all'ingresso del quadrilatero della costellazione della Lira, troviamo M57 detta anche Nebulosa della Lira, di magnitudine 9 ha una distanza stimata dai 3.000 ai 4.000 anni luce e con un telescopio di 200 mm di diametro, appare come un piccolo anello di fumo.
Lungo il lato Altair - Deneb, troviamo M 27 nota anche come "Dumbell" o "Campana Muta" per la sua forma di batacchio di campana, si tratta di una nebulosa planetaria di magnitudine 8 distante circa 1.250 anni luce.











Il triangolo invernale


Tra le stelle del limpido cielo invernale, tre richiamano particolarmente l'attenzione di chi volge lo sguardo all'insù.
Immaginando una figura geometrica, esse si pongono ai vertici di un grande triangolo quasi al centro della Via Lattea invernale.
I loro nomi sono: Sirio, Procione, Betelgeuse ed appartengono rispettivamente alle costellazioni del Cane Maggiore, Cane Minore ed Orione.
Sirio, dal Greco "Splendente", rappresenta l'occhio del Cane Maggiore; è la più splendente del firmamento e sembra cambiare colore continuamente.  Questo è dovuto alla rifrazione atmosferica, in quanto alla nostra latitudine, non supera mai i 35° di altezza sull'orizzonte, di mag. -1,6 dista da noi 8,6 anni luce.
Procione, a (alfa) del Cane Minore, è una stella bianca di mag. 0,5 distante da noi 11,4 anni luce ed è fra le dieci stelle più brillanti del cielo.
Nelle sue vicinanze, in direzione di Betelgeuse in piena Via Lattea, vi è un ammasso stellare aperto molto caratteristico denominato "Christmas Tree" (Albero di Natale) composto da una moltitudine di stelle giovani ancora immerse in una debole nebulosità, di cui le giovanissime in fotografia appaiono di colore verde.
Betelgeuse, supergigante rossa, è una stella variabile con un periodo di cinque anni ed una mag. compresa fra 0,1 ed 1,2.  È classificata a Orionis, nonostante la più luminosa sia Rigel della gamba sinistra d'Orione, forse a causa della sua variabilità.
3.000 volte più luminosa del Sole dista da noi 310 anni luce, il suo diametro (uno dei rari che è stato possibile misurare con l'interferometro) è di 530 volte quello del Sole.
Nella costellazione di cui stiamo parlando, si trovano molti oggetti interessanti da osservare, come ad esempio "M42 detta grande nebulosa di Orione", visibile ad occhio nudo ed affascinante se vista con un piccolo telescopio; la "Testa di Cavallo" e la "IC 434" due bellissime nebulose, purtroppo visibili solo in fotografia, ma facilmente individuabili, poiché sono illuminate dalla stella Alnitak z (Zeta Orionis).
Si può affermare che osservando questo triangolo e le sue immediate vicinanze, vi sono oggetti celesti sufficienti per impegnare un astrofilo tutto l'inverno.









 
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