Strumenti di Lacchini - astrofili Faenza

Vai ai contenuti

Menu principale:

G.B.Lacchini


Il telescopio di Lacchini torna a veder le stelle


Dopo la scomparsa dell'Astronomo Giovanni Battista Lacchini, avvenuta il 6 Gennaio 1967, alcune persone a Lui vicine hanno cercato di continuare il lavoro di studio delle stelle variabili come il grande maestro gli aveva insegnato.
Con l'aiuto dell'Amministrazione Comunale, fu recuperata una saletta all'ultimo piano del palazzo della biblioteca Manfrediana ove fu sistemato un gran numero di libri e strumenti appartenuti all'Astronomo.
Contemporaneamente, all'esterno ed in posizione sopraelevata, fu attrezzata una specola in muratura con il tetto apribile manualmente a libro.
All'interno di quest'ultima, furono sistemati i tre migliori strumenti ottici che la famiglia aveva donato agli amici astrofili per l'utilizzo a scopo di ricerca, didattica ed a disposizione della cittadinanza.
Nacque così il ribattezzato "Osservatorio Astronomico Comunale Urania Lamonia" e furono mossi i primi passi per la nascita del Gruppo Astrofili Faentini "G.B. Lacchini".
L'osservatorio cresceva e raggruppava anche strumenti meteorologici che quotidianamente fornivano utili informazioni, nonché gli orari di levata, transito al meridiano e tramonto del Sole.
Purtroppo l'Associazione non decollò, poiché dopo pochi mesi di attività sorsero alcuni problemi di passaggio all'interno della biblioteca al fine di raggiungere l'osservatorio che portarono alla sospensione delle attività.
Tutto rimase in stato di abbandono per diversi anni ed in questo periodo si verificarono infiltrazioni di pioggia sugli strumenti dovute alla mancanza di manutenzione della specola e peggio ancora l'asportazione di gran parte delle ottiche ad opera di ignoti malintenzionati.
In seguito all'esigenza di maggiori spazi per la biblioteca, agli astrofili faentini fu chiesto di liberare saletta e specola.
Tutto ciò che era rimasto, fu trasportato e messo in custodia presso il Museo di Scienze Naturali "Malmerendi" di Faenza.
Ben presto anche l'Amministrazione Comunale si accorse di aver trascurato una valenza storica e di didattica per giovani, docenti ed amatori.
I costi per riportare gli strumenti nelle migliori condizioni di funzionamento, furono valutati impossibili da finanziare ed in alternativa l'Amministrazione Comunale decise di incoraggiare gli appassionati ed astrofili di Faenza acquistando un moderno strumento con eccellenti caratteristiche.
Si trattava di un Celestron 14" che approdò a Faenza all'inizio degli anni '80.
Fu sicuramente un'iniezione di fiducia che portò grande entusiasmo nei Faentini dediti all'astrofilia.
Nacque il "Notiziario Urania Lamonia", un giornalino interno al Gruppo per le informazione sulle attività, gli appuntamenti e gli eventi del cielo.
Il Gruppo iniziò a compattarsi ed alcune persone furono chiamate alla guida ed organizzazione dell'Associazione che in seguito avrebbe dovuto ufficializzarsi.
Furono individuate le figure di Presidente, Vice Presidente e Segretario; rispettivamente Prof. Mario Ancarani, Prof. Michele Venieri e Sig. Carlo Bianchedi ed inoltre cinque consiglieri: Gian Battista Bassi, Aurelio Costa, Domenico Sartoni, Edmondo Dalmonte e Davide Galanti.
Furono realizzate numerose iniziative di ottimo livello didattico.
Da sottolineare gli appuntamenti di primavera che si svolgevano nei venerdì di Marzo e che per l'inaugurazione del 1982 fu messo in calendario e svolta una serie di cinque incontri serali di cui l'apertura fu riservata al Prof. Pierluigi Battistini, poi a seguire il Prof. Mario Cavedon, la Dott. Angioletta Coradini, il Prof. Giuliano Romano e la chiusura affidata al Prof. Bruno Cester.
Un altro grosso incontro denominato "Gli Strumenti e l'Immaginazione" con esposizione di strumenti storici di Astronomia e la presenza di illustri personaggi di scienza, fu organizzato nel mese di maggio del 1990.
Solo all'inizio del 1998 si è arrivati a ricostituire il Gruppo e la nascita ufficiale del Gruppo Astrofili "G.B. Lacchini" Faenza con la stesura e la registrazione di uno statuto che regola i rapporti fra i Soci e detta gli scopi da prefiggere.
I principali impegni infatti, sono quelli di far rinascere l'Osservatorio Urania Lamonia, rinverdire le tradizioni astronomiche a Faenza, nonché mantenere viva la memoria del grande Maestro affinché non sia perso il ricordo di chi come lui ha dedicato una vita all'osservazione delle stelle variabili portando un grande contributo alla comunità scientifica.
Nasce così nel 2002 l'idea di rendere omaggio a G.B. Lacchini in occasione del 40° anniversario della scomparsa, portando a Faenza un incontro con i vari astronomi che lo hanno conosciuto o di cui è stato maestro.
Ovviamente in quell'occasione un'esposizione di strumenti e materiali storici sarebbe di naturale completamento, ma visto lo stato di degrado, ne risulterebbe uno spettacolo poco decoroso.
Abbiamo quindi deciso di ripartire dal punto in cui l'Amministrazione Comunale, negli anni '80, si arrese al solo pensiero di spendere cifre astronomiche in restauro, scegliendo di acquistare un nuovo strumento che all'epoca era il miglior telescopio amatoriale di tutta la Romagna.
Nella primavera del 2003 ci siamo attivati chiedendo all'Amministrazione Comunale la possibilità di ricevere in affidamento gli strumenti più significativi al fine di redigere un progetto ed un preventivo di intervento.
La valutazione dell'opera di ripristino si è presentata più complessa e laboriosa di quanto potessimo immaginare.
Tutti i Soci, ciascuno nelle proprie attinenze, assicurarono la disponibilità a prestare la loro opera in forma volontaria e gratuita e questo ci portò a redigere un progetto che il Consiglio di Giunta deliberò nel Settembre 2003.
Pertanto nella primavera 2004 è iniziata la ristrutturazione del telescopio maggiormente deteriorato, il Newton 220 mm che l'AAVSO donò a Lacchini nella metà degli anni '20.
E' trascorso un anno dall'inizio dei lavori di ripristino delle originali caratteristiche tramite la ricostruzione delle parti mancanti e la sistemazione della meccanica. Tutti i Soci che avevano dato la propria disponibilità, ciascuno nel proprio settore specialistico, hanno speso molto del proprio tempo libero presso varie officine disponibili a concederci l'utilizzo di attrezzature per la costruzione di parti come in originale al fine di raggiungere l'obiettivo prefissato.
L’opera appena ultimata rispetta fedelmente l'originale, non sono state utilizzate parti in alluminio o altri metalli non presenti sul mercato a quell'epoca, ne parti in plastica.
Anche le guarnizioni di fissaggio delle ottiche e di alcune parti meccaniche sono state realizzate in cuoio come in origine.
- Un doveroso ringraziamento all’Ing. Paolo Morini per il lodevole impegno prestato nella produzione di tutti i disegni quotati per la realizzazioni delle parti necessarie. - Da sottolineare la generosità, l’ospitalità e l’aiuto ricevuto dal Tecnico Giampaolo Flamigni che ha messo a nostra disposizione macchine ed attrezzature per la lavorazione del vetro per la costruzione degli specchi (primario e secondario).
Molta cordialità ed incoraggiamento per l’operato che ci apprestavano a compiere è stata manifestata da tutte le persone vicine al nostro Gruppo e dalle ditte fornitrici di parti o prestazioni che ringraziamo ed elenchiamo: - Dott.ssa Vittoria Lacchini (prestito fotografie e ricordi del nonno per risalire a parti e caratteristiche dello strumento) - Prof. Pierluigi Battistini (Università di Bologna) – ricerche storiche, - Lolli Adriano (Teramo) lenti, - ZAOT (Milano) alluminatura specchi in alto vuoto, - Linea Foto di Pasi Daniele (Faenza) operazioni di rappresentanza di zona nella fornitura di ottiche, nonché il ricevimento e spedizione materiali, - Ferramenta MEF (Tanesini Faenza) materiali di ferramenta ed utensili a prezzi speciali, - Jader (Faenza) cuoio per guarnizioni, tornitura minuterie, - Ferramenta Chesi (Faenza) ottone ed utensili, - Colorificio Errani (Faenza) riproduzione della vernice di colore uguale all’originale per effettuare ritocchi, e fornitura di smalto speciale nero effetto seta utilizzato all’interno del tubo ottico come antiriflesso, - Vetreria Cavalli (Faenza) fornitura di vetro monoblocco di grosso spessore, taglio in forma circolare per lo specchio primario e vetro utensile; taglio sagomato per lo specchio secondario.
Da notare che il vetro di spessore così elevato monoblocco è ormai divenuto introvabile, poiché il mercato attuale richiede esclusivamente vetro multistrato che non è assolutamente idoneo per il nostro utilizzo. - Il Socio Sante Minghetti calcolo, realizzazione e assemblaggio delle ottiche, - Il Socio Mario Bombardini lavorazione con macchine utensili di tutte le parti ricostruite, filettature ghiere ecc.
Nei primi mesi di quest'anno (Gennaio-Febbraio 2005), tutto era pronto per il collaudo, ma le capricciose condizioni meteorologiche ci hanno costretto ad attendere con ansia una serata priva di nuvole e con seeing discreto.
Poi finalmente intorno alla metà di Marzo, diverse serate veramente terse ci hanno regalato tantissima soddisfazione nell'ammirare il cielo con uno strumento perfettamente funzionante sapendo che anche l'Astronomo, di cui la nostra Associazione ha assunto il nome, vedeva all’oculare di questo strumento le stesse cose così come ora le stiamo vedendo noi con tanto interesse.
Anche la fotocamera autocostruita dal Lacchini intorno agli anni '50, è stata ripristinata con la costruzione dell’obiettivo appositamente calcolato per riprendere un campo di cielo di 40°.
Al valore di questo angolo siamo risaliti tramite l’osservazione e lo studio di alcune lastrine in vetro che l’Astronomo aveva impresso con campi stellari e che la Dott. ssa Lacchini ci ha gentilmente prestato.
La fotocamera è l’unico pezzo di epoca più recente che presenta fascie di alluminio e ribattini dello stesso metallo per il fissaggio alla staffa di supporto ed inoltre il collegamento del contropeso è composto da un morsetto metallico con saldature effettuate con elettrodo rivestito.
L'omaggio all'Astronomo G.B. Lacchini sarà coronato il prossimo anno con il completamento del progetto di ripristino che prevede il recupero del telescopio rifrattore da 110mm e lo strumento dei passaggi Schneider da 70mm.
La valorizzazione della sua vita interamente dedicata allo studio delle stelle variabili culminerà nella ricorrenza del 40° della scomparsa, nella seconda metà del mese di Settembre, durante il (XL) Congresso UAI che intendiamo portare a Faenza e che coincide con il 40° anniversario della nascita della maggiore organizzazione Nazionale di Astrofili.

B.M.



Telescopio restaurato, collaudato e perfettamente funzionante.

Scheda tecnica:


Tipo: Riflettore Newton

Costruttore: Wood - England
Specchio primario: Ø 220 mm
Focale: 1610 mm
Rapporto focale: f 7,3



L'astronomo Giovanni Battista Lacchini accanto al suo telescopio
____________


Il telescopio prima della ristrutturazione
____________


Evidenti condizioni di degrado dovute a ruggine e totale mancanza di ottiche
____________


Calcolo e disegni dell'Ing. Paolo Morini
____________


Alcune fasi delle lavorazioni
____________


Ristrutturazione oculare come in origine
____________


Fotocamera con obiettivo ricostruito
____________


I pezzi appena realizzati per l'assemblaggio del cercatore
____________


Il risultato finale
____________


Il Collaudo: M51 ripresa dalla città con telecamera Mintron applicata al fuoco diretto
____________

Rassegna stampa


"Il Corriere di Ravenna"
____________


"Il Resto del Carlino" Ravenna
____________


"Il Piccolo" pag. 1
____________


"Il Piccolo" pag. 11
____________


"La Voce di Romagna"
____________


"Sette Sere"
____________

 
Torna ai contenuti | Torna al menu